martedì 8 dicembre 2009

AKHENATON


Akhenaton, meglio noto come il “Faraone Eretico”, si fa artefice di una profonda innovazione culturale che contrappone l’adorazione di un solo dio al credo politeista in vigore fin dall’inizio dell’era egizia. In realtà, sotto questa pseudo rivoluzione religiosa si nasconde una concreta politica anti-tebana già iniziata dal padre, Amenophis o Amenhotep III, “Re delle Due Terre”, che dà inizio alla costruzione, ai confini del deserto, di uno splendido palazzo circondato da un grande parco, conosciuto come lo “Splendore di Aton”, per contrastare appunto il crescente potere del tempio principale del dio Amon nel sito di Karnak, da cui il clero tebano, sempre in grado di controllare e di gestire almeno in parte l’autorità del faraone, rappresenta un concreto pericolo, giungendo perfino a intromettersi nelle questioni di successione al trono. Alla morte del faraone Amenophis III, sale al trono come reggente del figlio la regina Tiye, mentre a dodici anni Amenophis IV, decimo faraone della XVIII dinastia, prende in sposa una bellissima fanciulla nubiana di nome Nefertiti, “La Bella che viene da Lontano”, destinata ad avere grandissima influenza nell’imposizione del nuovo credo religioso. Proseguendo l’opera di contrasto nei confronti della pericolosa influenza della casta sacerdotale devota ad Amon, i due sovrani decidono di instaurare un nuovo culto religioso dedicato al dio Aton, di cui il Faraone possa essere l’unico sacerdote-divinità, il solo in grado di fungere da tramite tra il dio e il suo popolo. Attribuendosi la funzione di rivelatore e interprete della volontà del dio Aton agli uomini, Amenophis s’identifica, al tempo stesso, come figlio della nuova divinità e suo unico sacerdote, cambia il suo nome, che significa “Pace di Amon” in Akhenaton, “Aton è soddisfatto”, mentre la sposa Nefertiti diventa Nefer-nefru-aten, “Aton è Perfetto nella sua Bellezza”. Questa rivoluzione, a lungo termine, è però destinata a fallire perché taglia via inesorabilmente, oltre alla casta minacciosa e infida dei sacerdoti tebani, anche secoli di tradizione che hanno sempre visto nelle divinità di Horus e di Osiride l’assicurazione di un transito certo verso l’aldilà e la garanzia di una vita eterna, il vero cardine portante della società egizia, rischiando di lasciare un vuoto incolmabile. Così, per la prima volta nella storia d’Egitto, il potere politico si trova riunito con quello religioso nelle salde mani di una sola persona, il Faraone, che è al tempo stesso sovrano, sacerdote e divinità. La nuova capitale viene realizzata in pochissimo tempo presso l’attuale pianura di Tell-El-Amarna, a circa duecento chilometri a sud del Cairo, e viene chiamata Akhetaton, “L’orizzonte del Dio Sole”, un orizzonte simboleggiato dal disco solare racchiuso tra due monti, esattamente lo stesso sfondo morfologico della piana di Amarna, dove, tra le alture circostanti, si trovano due monti separati da una spaccatura tra i quali sorge il sole. Nel cuore della città viene edificato il nuovo tempio di Aton, che funge anche da palazzo reale e centro culturale. Il pavimento è disegnato con figure di guerrieri asiatici e nubiani e le pietre che delimitano la città e i templi formano una serie di rettangoli perfetti che riproducono in proporzione la superficie dell’area di Amarna. Il popolo, che segue il Faraone per pura necessità, rimane però fedele alle antiche divinità e subisce di malavoglia l’imposizione del nuovo credo, fino a che Akhenaton, alla morte della regina madre, ancora legata alle tradizionali divinità tebane, emana un editto che di fatto sconsacra tutte i culti degli antichi dei, i cui nomi vengono cancellati da monumenti, templi, steli ed iscrizioni. Il clero viene disperso, i templi chiusi o abbattuti, i beni religiosi confiscati, con le pattuglie di soldati, al comando del faraone stesso, che girano per il Paese a cancellare ogni traccia delle antiche divinità e a scoraggiarne l’adorazione. Tutti fattori questi che, interpretati a posteriori, contribuiscono a fare della riforma di Akhenaton più una dittatura politica che non una mera rivoluzione religiosa. Ma anche, indiscutibilmente, un’innovazione sensazionale in grado di lasciare nella storia d’Egitto una profonda traccia culturale che passa dall’abolizione di alcune forme rituali all’elevazione della consorte a parità di status e di reggenza, fino a una profonda influenza sulle forme artistiche ed espressive, sancita dall’abbandono delle vecchie forme rituali stilizzate in favore di rappresentazioni altamente rivoluzionarie di carattere più naturalistico, giunte fino a noi per mezzo dei pochi ma pregevoli esempi della nuova arte amarniana, che, in assoluto, non conosce precedenti. Mai nella storia è stata attuata una simile riforma così radicale che investe praticamente tutti i campi di attuazione e di espressione di un regno. La stessa sorte della damnatio memoriae si ritorce però contro Akhenaton alla fine del suo impero, condiviso per tutto il tempo con la regina consorte Nefertiti. Nelle raffigurazioni ufficiali i due sovrani vengono ritratti nudi, a grandezza naturale e nelle medesime proporzioni, con la figura della regina consorte che non appare mai subordinata, anzi spesso la si può vedere rappresentata in battaglia, in atteggiamenti tipicamente maschili e con i vessilli del faraone. Nessuno, prima, aveva mai osato tanto. Tuttavia, il fiorire di questa rivoluzionaria cultura cessa immediatamente con la morte del Faraone che avviene nell’anno 1352 a.C. Il suo successore, Tutankhaton, figlio di Kiya, moglie secondaria di Akhenaton, è l’ultimo discendente della stirpe regale iniziata con Thutmose I, spaventato dalla crescente ostilità della vecchia casta sacerdotale che sta tramando una sua destituzione, ripristina immediatamente le antiche tradizioni, si converte al culto secolare di Amon, muta il suo nome in Tutankhamon e riporta la capitale a Tebe. Il nome di Akhenaton scompare definitivamente dalla cronologia ufficiale, Amarna e i templi da lui eretti vengono abbattuti e il materiale utilizzato per altre costruzioni, le sue gesta cancellate da stele e iscrizioni e perfino gli anni del suo regno sono soppressi nelle datazioni storiche, causando non poca confusione nel lavoro di ricostruzione e di studio dei moderni archeologi, che a volte stentano ad interpretare le poche tracce oggi sopravvissute di colui che è passato alla storia come il “Faraone Eretico”. Ancora oggi è possibile ammirare preziosi reperti dell’innovativa arte amarniana, in cui si contrappone alla staticità classica delle figure egiziane, altamente stilizzate, una diversa dinamicità, arricchita di particolari e di immagini naturali secondo il gusto importato da Micene. Per la prima volta, attraverso l’arte, vengono rappresentate scene di vita quotidiana, cosa mai tentata prima e che inaspettatamente riguarda anche la famiglia stessa del faraone ritratta in momenti non ufficiali e in atteggiamenti intimi, a volte anche impietosi. Di quest’epoca radiosa e innovativa rimangono poche ma preziose testimonianze, tra cui le Lettere di Amarna, la Stele della frontiera e l’Inno all’Aton, provenienti da Akhet-Aton; la Stele della restaurazione di Tutankhamon, il Testo dell’incoronazione, L’Editto di Haremhab e alcuni reperti artistici. La tomba di Akhenaton è collocata a est della città, in perfetto allineamento con il tempio del dio Aton. All’interno di essa, a memoria del loro straordinario legame, il faraone e la moglie Nefertiti sono raffigurati nudi e in condizioni di pari grado e medesimo status. Fondamentale ispiratrice di questo rivoluzionario regime, Nefertiti mantiene il suo potere al fianco del sovrano per ben tredici anni, lasciando ipotizzare un reale periodo di co-reggenza. A causa della persecuzione indetta dai faraoni successivi nei confronti del “Faraone Eretico”, l’epoca di Amarna per molti versi è ancora avvolta nel mistero e poco si sa della vita di questa donna, anche se sembra ormai accertato che non fosse di sangue reale ma figlia di un generale dell’esercito, cosa che ne avrebbe forse facilitato l’ascesa al potere. Nefertiti dà ad Akhenaton sei figlie, ma nessun erede maschio, visto che il successore del faraone, Tutankhaton, poi diventato Tutankhamon, è in realtà figlio dell’altra moglie Kiya, meglio nota come “Colei che è molto Amata”, mentre il ruolo di consorte ufficiale spetta per tutto il regno a Nefertiti. Questo fino a quando le tracce di questa donna faraone, regnante a fianco del marito e ispiratrice di una riforma senza precedenti, scompaiono improvvisamente verso il tredicesimo anno del regno di Amarna. Per lungo tempo si è ipotizzato che la sovrana fosse caduta in disgrazia, e che fosse succeduta al suo posto Kiya. Infatti, proprio in coincidenza con la scomparsa virtuale di Nefertiti dal panorama politico e religioso, ecco apparire al fianco del faraone Akhenaton un correggente mai citato prima e sulla cui genealogia, nascita o storia, non si ha notizia alcuna. Apparso praticamente dal nulla, il coreggente Smenkhkara è una figura ibrida, ritratta spesso a fianco del sovrano in atteggiamenti incestuosi, identificato da alcuni come un fratello amatissimo, da altri come un figlio, la sua presenza al fianco del faraone e la loro evidente intimità, di cui resta traccia nell’iconografia ufficiale, ha spesso lasciato intendere una supposta omosessualità di Akhenaton. Né uomo né donna, Smenkhkara è destinato a regnare a fianco del faraone, probabilmente gli sopravvive per qualche anno, per poi passare il testimone a Tutankhaton. Nel 1907, nella tomba KV55 a Biban el-Moluk, nella Valle dei Re, T. M. Davis rinviene la sua probabile sepoltura, mentre di quella di Nefertiti, che pure ha avuto tanta straordinaria importanza, non vi è ancora traccia. In un sarcofago destinato a contenere i resti di una principessa o di una regina, viene rinvenuta una mummia adorna del tipico copricapo a forma di avvoltoio, appannaggio esclusivo delle regine consorti, il braccio sinistro serrato sul petto e quello destro disteso lungo il fianco, che mostra ancora una disposizione funebre riservata esclusivamente alle regine o alle principesse. Ma il corpo, in pessimo stato di conservazione, viene identificato come di genere maschile, e la sepoltura attribuita a Smenkhkara. Eppure la tradizione egizia vuole che i sovrani e i correggenti vengano sepolti con entrambe le braccia incrociate sul petto, per poter tenere saldi i fregi del comando. Il mistero di Akhenaton continua...
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AKHENATON - Struttura dell'Opera

PROGOLO - NASCITA DI UN DIO
(Al centro del palco si trova un’alta e ampia scalinata, dal quale tutti i protagonisti dell’opera provengono dal fondo, dal proscenio, salendo e discendendo i gradini. Teje entra in scena, quindi, salendo la gradinata e appare sulla cima, illuminata di spalle da un raggio di luce. Tutto attorno è buio ed una leggera e bassa nebbia si diffonde).
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I ATTO - ATON
Scena 1 - “Germogli”
(Una sera, nel silenzio profumato dei giardini del palazzo di Malgata, Amenhotep figlio di Hapu, insegna ad un giovane Amenofi IV, seduti su alcuni gradini di un angolo del vasto e bellissimo giardino).
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Scena 2 - “Amore nei giardini d’estate”
(Due giovani Amenofi IV e Nefertiti si incontrano nei giardini del palazzo e si innamorano. Amenofi III e sua moglie Teje li osservano dall’alto e da lontano, quando poi si rivolge all’amata).
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“Vita di Amenofi III” - Intermezzo scenico / musicale -
(Su di un grande schermo, posto in alto il palcoscenico, vengono proiettate una serie di immagini sulla vita del faraone Amenofi III, la vita di corte, con la propria famiglia reale, tra i dignitari, funzionari e il popolo egiziano, con all’interno immagini di opere, sculture, templi, pitture e geroglifici a lui dedicati o fatti costruire).
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Scena 3 - “Sacrificio”
(Funerale di Amenofi III. Teje, Amenofi IV e Nefertiti si trovano in alto alla gradinata, più sotto si trovano ai lati tre sacerdoti e le tre sacerdotesse. Tutto attorno e in basso i servi e il popolo, davanti si trova il sarcofago del faraone Amenofi III).
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II ATTO - LA CITTA’ DEL SOLE
Scena 1 - “Il nuovo Faraone”
(Amenofi IV dopo l’incoronazione, fonda il culto del Dio Aton e modifica il suo nome in Akhenaton. Cerca di convertire il popolo, ma i sacerdoti di Amon si ribellano. Nel palazzo reale di Malqata, il sommo sacerdote di Amon attende l’arrivo del sovrano).
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Scena 2 - “I due sovrani”
(Akhenaton e Nefertiti sono al centro della scena con i vestiti regali, quando entrano tre servi maschi e tre serve femmine, che lentamente li spogliano dei loro vestiti, lasciandoli alla fine completamente nudi).
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Scena 3 - “Inno al Sole”
(I servi vestono i due sovrani con un abito bianco di lino fine e trasparente, poi entrano in scena Teje, Ay, Horemheb, dignitari, funzionari, cortigiani, militari e il popolo).
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III ATTO - LA CADUTA
Scena 1 - “Complotti all’ombra del Sole”
(Ay, Horemheb e il Sommo sacerdote di Amon si ritrovano in un luogo segreto per progettare il ritorno all’ordine e la destituzione del Faraone eretico).
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Scena 2 - “Morte di un Dio”
(Morte di Akhenaton. Il Faraone è disteso nel suo letto regale. Sulla gradinata dietro a lui, come ombre sono presenti Nefertiti, Ay, Horemheb, Tutankhaton, sacerdoti, dignitari e il suo popolo).
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“Visioni future” - Intermezzo scenico /musicale -
(Su di un grande schermo, posto in alto il palcoscenico, vengono proiettate una serie di immagini di storia: dall’Egitto si passa alle altre civiltà, l’ebraismo con il profeta Mosè sino all’avvento del Cristo, il medioevo e infine la storia occidentale contemporanea con l’Olocausto e il nucleare che emula la potenza del Sole).
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Scena 3 - “Tutankhamon”
(il Faraone bambino è in alto la gradinata, circondato dai suoi burattinai, Ay, Horemheb e il Sommo sacerdote di Amon e si immaginano, un giorno, nuovi signori d’Egitto).
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EPILOGO - SOLITUDINE DI UNA DEA
(Nefertiti vive gli ultimi anni della sua esistenza, abbandonata ad Akhetaton, le fa visita il Sommo Sacerdote di Amon).
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AKHENATON - Personaggi

Akhenaton
Nefertiti
Teje
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Amenofi III / Horemheb
Amenhotep / Ay
Sommo sacerdote di Amon
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Tre sacerdoti (un cortigiano)
Tre sacerdotesse
Servi, militari, dignitari, il popolo
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Comparse
Un bambino - Amenofi IV / Tutankhamon
Tre bambine - Nefertiti da giovane e figlie di Akhenaton
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PROLOGO - "Nascita di un Dio"

(Al centro del palco si trova un’alta e ampia scalinata dal quale tutti i protagonisti dell’opera provengono dal fondo, dal proscenio, salendo e discendendo i gradini. Teje entra in scena, salendo la gradinata e appare sulla cima, illuminata di spalle da un raggio di luce. Tutto attorno è buio ed una leggera e bassa nebbia si diffonde).
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Teje
Colui che un giorno, diverrà il faraone Akhenaton,
nacque nel palazzo di Malqata, sulla riva occidentale di Tebe.
Li nulla era triste o austero,
perché il palazzo si trovava sulla riva occidentale,
sulla riva in cui la dea “del bell’Occidente”
accoglie le anime in cammino verso l’altro mondo.
Raffinate celebrazioni delle meraviglie del creato
venivano raccontate sui dipinti all’interno delle mie stanze.
[…]
Il giorno in cui partorì il nuovo Signore,
i giardini fioriti circondavano il palazzo di Malqata.
Quel gracile figlio era predestinato ad un grandioso avvenire.
Il figlio di Amenofi III
trascorse l’infanzia in quel palazzo da sogno,
nel quale apprese la manifestazione terrena del creatore.
Imparò presto che attraverso il tripudio della natura,
risiedeva il mistero più profondo della vita.
Suo padre, allora,
regnava su un Egitto favolosamente ricco,
prospero e felice, ed infondeva la sua volontà religiosa
e una profondità di pensiero straordinaria,
attraverso la mano di architetti, pittori e scultori,
una mano che spesso diventava quella di un Dio.
Seppure mio figlio non fosse destinato al trono,
in quanto secondogenito,
il re tuttavia non fu obbligato a sceglierne la sorte,
sino a quando il primo figlio, non scomparve misteriosamente.
Da allora la storia è cambiata ed io ne sono stata l’artefice…
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I ATTO - "Aton"

Scena 1 - “Germogli”
(Una sera, nel silenzio profumato dei giardini del palazzo di Malgata, Amenhotep figlio di Hapu, insegna ad un giovane Amenofi IV, seduti su alcuni gradini di un angolo del vasto e bellissimo giardino).
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Amenhotep
Mio giovane amico, un faraone,
secondo la legge di Maat,
deve infatti essere un saggio
e un sapiente al tempo stesso.
Tuo padre,
figlio maggiore del dio sole Harakhti,
mi ha lodato quando sono stato invitato
a prestare servizio per lui.
Nella mia vita di capo supremo dei grandi,
spirito ingegnoso nei geroglifici,
nel dar consiglio alle persone colte,
che ha realizzato i piani del re,
dopo essere stato inserito nel Libro degli dei,
ho visto la magnificenza di Thot
e mi è stato dato di conoscere i misteri degli scribi.
Questo mi ha permesso
di raccogliere gente attorno a me,
per la riproduzione ed ho eseguito milioni di calcoli,
ho sostituito le nuove truppe a quelle vecchie,
cosicché la nuova generazione diventasse sostegno dell’antica.
Ho guidato le case e i campi,
distribuendo forza e lavoro,
colmando lacune tra le schiere di schiavi,
attraverso il ricorso ai prigionieri di guerra migliori,
sconfitti da tuo padre sui campi di battaglia.
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(Alzandosi, assorto)
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Quando comandavano
le lunghe carovane del deserto,
ne scacciavo gli abitanti,
i quali stavano sempre in agguato.
Anche il divino Nilo
doveva essere da me protetto contro i nemici,
come ho comandato l’esercito nella guerra
contro la Nubia e l’Asia.
Ho fatto ciò che mi comandava,
perché era cosa giusta,
sino a ricordare il suo nome,
pur senza imitare ciò che prima era stato fatto.
Gli ho costruito una montagna d’arenaria,
perché è lui l’erede di Aton e tu,
Amenofi, ne sei suo figlio…
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Scena 2 - “Amore nei giardini d’estate”
(Due giovani Amenofi IV e Nefertiti si incontrano nei giardini del palazzo e si innamorano. Amenofi III e sua moglie Teje li osservano dall’alto e da lontano, quando poi si rivolge all’amata).
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Amenofi III
L’unica, l’amata, la senza pari,
la più bella di tutte,
guardala,
è come la stella fulgente
all’inizio di una bella annata.
Lei, che splende di perfezione,
che raggia di pelle,
lei, con gli occhi belli quando guardano,
con le labbra dolci quando parlano,
per le quali non c’è discorso superfluo;
lei, che lungo ha il collo,
il petto luminoso,
con una chioma di vero lapislazzuli,
le cui braccia superano lo splendore dell’oro,
le cui dita sono come bocci di loto;
lei, che ha pesanti reni,
strette le anche,
le cui gambe proclamano la bellezza,
il cui passo è pieno di nobiltà
quando posa i piedi sul suolo,
con il suo abbraccio mi prende il cuore.
Essa fa che il collo di tutti gli uomini
si giri per guardala.
Ognuno ch’essa abbraccia è felice,
si sente il primo degli uomini.
Quando esce dalla sua casa,
si pensa di vedere Colei che è unica.
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“Vita di Amenofi III” - Intermezzo scenico / musicale -
(Su di un grande schermo, posto in alto il palcoscenico, vengono proiettate una serie di immagini sulla vita del faraone Amenofi III, la vita di corte, con la propria famiglia reale, tra i dignitari, funzionari e il popolo egiziano, con all’interno immagini di opere, sculture, templi, pitture e geroglifici a lui dedicati o fatti costruire).
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Scena 3 - “Sacrificio”
(Funerale di Amenofi III. Teje, Amenofi IV e Nefertiti si trovano in alto alla gradinata, più sotto si trovano ai lati tre sacerdoti e tre sacerdotesse. Tutto attorno e in basso i servi e il popolo, davanti a tutti loro si trova il sarcofago del faraone Amenofi III).
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Teje
Sono la tua sposa.
Mio Signore, non mi abbandonare.
Magnifico sposo, padre buono e magnanimo.
Che faremo ora che sei lontano?
Adesso cammineremo da soli.
Tu che ci guidavi senza paura,
adesso vivi nel silenzio eterno…
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(Il sangue dei sacrifici animali viene raccolto in grandi coppe, poi viene estratto il cuore ed esposto ai presenti).
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Coro
E’ puro!
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Tre sacerdoti
O Atum,
che cosa significa che io debba andare nel deserto?
Non c’è acqua, non c’è aria,
ed è molto profondo, molto scuro,
e veramente infinito!
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Tre sacerdotesse
Li vivrai in pace.
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Tre sacerdoti
Ma qui non c’è nessun piacere sessuale!
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Tre sacerdotesse
Io ti ho dato la luminosità di spirito al posto di acqua,
aria e piacere, e pace al posto di pane e birra.
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Tre sacerdoti
E vedere la tua faccia?
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Tre sacerdotesse
Io non tollero che tu soffra privazioni
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Tre sacerdoti
Ogni altro dio ha però preso posto nella Barca dei Milioni.
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Tre sacerdotesse
Il tuo posto appartiene a tuo figlio Horo.
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Tre sacerdoti
Potrà egli mandare anche i grandi?
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Tre sacerdotesse
Gli ho concesso di mandare i grandi.
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(Teje invita il giovane Amenofi IV a scendere i gradini e avvicinarsi al sarcofago dove si trova suo padre).
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Tre sacerdoti
Sarà egli signore sul suo trono?
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Tre sacerdotesse
Egli erediterà il trono nell’Isola di Fuoco.
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Tre sacerdoti
Com’è piacevole, quando un dio vede il suo compagno!
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(Amenofi IV alza lo sguardo al cielo e il Sole lo illumina, alza la mano destra e cerca di schermare il raggi dell’astro).
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Tre sacerdotesse
Il mio volto vedrà il tuo volto splendido.
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Tre sacerdoti
Quanto sarà la durata della mia vita?
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Tre sacerdotesse
Tu sarai per milioni di milioni di anni, per un periodo di milioni!
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Il seguente testo è coperto da COPYRIGHT. Per qualsiasi utilizzo deve essere fatta richiesta scritta, ogni utilizzo illecito sarà perseguito penalmente.

II ATTO - "La Città del Sole"

Scena 1 - “Il nuovo Faraone”
(Amenofi IV dopo l’incoronazione, fonda il culto del Dio Aton e modifica il suo nome in Akhenaton. Cerca di convertire il popolo, ma i sacerdoti di Amon si ribellano. Nel palazzo reale di Malqata, il sommo sacerdote di Amon attende l’arrivo del sovrano).
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Sommo sacerdote di Amon
Neferkheperura-Waenra Amenhotep
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Akhenaton
Chiamami… (appare dal fondo del proscenio, in alto, sulla gradinata).
Neferkheperura-Waenra Akhenaton
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Sommo sacerdote di Amon
Cosa significa?
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Akhenaton
Horo vivente: toro amato da Aton.
I due sovrani: dalla regalità solenne in Akhenaton.
Horo d’oro: colui che esalta il nome di Aton.
Il re dell’Alto e del Basso Egitto:
colui che vive di Maat,
il signore delle Due Terre,
Neferkheperure, l’unigenito di Ra.
Il figlio di Ra: colui che vive di Maat,
il signore delle corone,
Akhenaton dalla lunga vita,
a cui è donata la vita eterna.
(appare dal fondo del proscenio Teje).
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Sommo sacerdote di Amon
Abominio! Abominio!
Nemmeno il grande Thutmosis…
Nemmeno vostro padre osò tanto!
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Akhenaton
Io non sono mio padre!
Io sono Akhenaton!
Signore dell’alto e del basso Egitto,
figlio del divino Aton.
Da oggi il nostro popolo adorerà l’unico Dio,
i templi saranno riconvertiti e a lui dedicati,
la vostra casta sacerdotale,
sarà riconvertita al culto del dio Aton,
e se non accetterete la nuova religione
decadrà e sarete banditi dal tutto il regno.
(dal fondo del proscenio appare Nefertiti).
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Sommo sacerdote di Amon
Voi non potete questo,
non sapete a cosa andate incontro!
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Akhenaton
Questa è la legge divina,
non saranno tollerate trasgressioni
o ritorni al passato.
Tutti voi, tu compreso
Adorerai solamente il nuovo Dio.
(dal fondo del proscenio appare Ay)
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Sommo sacerdote di Amon
Il nostro è culto antico,
millenni non possono essere cancellati.
Amon e il pantheon egizio,
si rivolteranno contro di te!
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Akhenaton
Io sono invincibile, perché Aton è invincibile!
(dal fondo del proscenio appare Horemheb).
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(Teje e Nefertiti si mettono una alla sinistra e l’altra alla destra del faraone. Ay ed Horemheb si avvicinano al sommo sacerdote e lo costringono ad inchinarsi davanti ad Akhenaton e lo tengono fermo).
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Sommo sacerdote di Amon
Lasciatemi… lasciatemi… voi non potete fare questo…
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(Ma quando appare improvviso dal proscenio il popolo che si posiziona dietro la famigliare regale, il sacerdote rimane sorpreso e stupito e all’evidenza, si sottomette al volere del faraone).
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Teje e Nefertiti (unisono)
Tu accogli la richiesta del tuo Signore,
sovrano dell’alto e del basso Egitto,
figlio unico del divino Sole.
Recita con lui, la tua nuova preghiera
perché lui è buono e magnanimo,
lui è Akhenaton, figlio di Aton!
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Akhenaton e Sommo sacerdote di Amon
Lode a te, mio Dio, che mi hai creato,
che mi assicuri ogni bene
che mi fai vivere e mi dai pane,
che ti preoccupi di me con il tuo Ka.
[…]
Innalzo lodi fino all’alto dei cieli,
prego il Signore dei Due Paesi, Akhenaton:
Dio del destino, datore di vita,
Signore dei comandamenti,
la luce di ogni terra,
dal cui sguardo si origina l’esistenza.
Il Nilo dell’umanità,
il cui Ka rende sazi.
Dio, che crea il grande e consola il povero,
aria attraverso il quale si respira
e dona la vita!
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Scena 2 - “I due sovrani”
(Akhenaton e Nefertiti sono al centro della scena con i vestiti regali, quando entrano tre servi maschi e tre serve femmine, che lentamente li spogliano dei loro vestiti, lasciandoli alla fine completamente nudi).
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Akhenaton
Com’è vero che mio padre Ra-Harakhti,
che è Aton, vive, io per Aton costruirò Akhetaton,
per il padre mio, qui.
Non gli edificherò Akhetaton né a sud né a nord,
né a ovest né a est;
non collocherò la stele meridionale di Akhetaton
oltre il sud, non collocherò la stele settentrionale
di Akhetaton oltre il nord, per poi costruirgli
la città di Akhetaton; non gliela costruirò a occidente
di Akhetaton, ma costruirò Akhetaton per Aton,
il padre mio, sul lato orientale di Akhetaton,
nel luogo che egli stesso ha fatto,
e lo ha circondato per sé con una montagna,
e ha fatto in modo che vi si stesse bene,
mentre io sacrifico.
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Nefertiti
Egli è questo.
La regina non dovrà dire che c’è
un bel luogo per Akhetaton in un altro posto.
E non deve esserci funzionario tra i funzionari
a dire che c’è un bel luogo…
Erigerai il grande tempio di Aton per Aton,
il padre mio, in questo posto.
Erigerai il più piccolo tempio di Aton per mio padre,
Aton, in questo posto.
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Akhenaton
Erigerò l’ombra del sole della grande e regale consorte
Nefer-neferu-Aton-Nefertiti, per Aton, il padre mio,
in questo posto…
Eseguirò tutti i lavori qui, in questo posto.
Provvederò a far sorgere fattorie mie, del faraone
e fattorie della reale consorte ad Akhetaton,
in questo posto.
Mi si faccia la tomba tra le montagne orientali
di Akhetaton, tra milioni di feste Sed
che mio padre Aton mi ordinerà,
e dove va seppellita
anche la grande consorte reale
tra questi milioni di anni…
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Nefertiti
Se muoio in una città settentrionale,
meridionale, occidentale oppure orientale
tra milioni di anni, bisogna portarmi
e seppellirmi ad Akhetaton.
Se il mio grande sposo tra milioni di anni,
muore in una città del Nord,
del Sud, dell’Ovest o dell’Est,
bisogna portarlo e seppellirlo ad Akhetaton.
Si faccia inoltre una necropoli per il toro Mnevis
sul monte orientale di Akhetaton
e là lo si seppellisca.
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Akhenaton
Si facciano le tombe
per il più grande tra coloro che guardano,
per i padri divini di Aton e per i servi di Aton.
Si facciano tombe
per tutti i funzionari e per tutta la gente
sul monte orientale di Akhetaton,
per seppellirli…
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Nefertiti
Non tradirò mai questo giuramento
Che ho fatto ad Aton, mio padre.
Esso durerà sulla stele di pietra,
per sempre.
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Akhenaton e Nefertiti
Non verrà mai infranto.
Non verrà mai cancellato.
Non verrà mai distrutto.
Non verrà mai ricoperto di gesso.
Non sparirà.
Se dovesse scomparire,
se dovesse essere annientato,
se la stele sulla quale è inciso
dovesse cadere,
io lo rinnoverò nel punto in cui deve stare.
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Scena 3 - “Inno al Sole”
(I servi vestono i due sovrani con un abito bianco di lino fine e trasparente, poi entrano in scena Teje, Ay, Horemheb, dignitari, funzionari, cortigiani, militari e il popolo).
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Un cortigiano
La grande principessa ereditaria nel palazzo,
la Bella e Splendida coronata di piume,
grande e gioiosa e benevola;
è alto il cuore quando la sua voce risuona;
signora della grazia, benvoluta dal popolo,
che fa contento il padrone delle Due Terre,
la grande… di Aton, che rende contenti…
sull’orizzonte; tutto ciò ella dice, si fa;
la di lui amata e grande consorte,
la padrona delle Due Terre
Nefer-Neferu-Aton-Nefertiti,
che viva in eterno.
.
Popolo
Che viva in eterno!

Un cortigiano
Il re dell’Alto e del Basso Egitto,
che vive di verità, padrone delle Due Terre,
Nefer-Kheperu-Ra, unico Ra,
che della verità vive, signore delle corone
Akhenaton,
grande in vita, viva in eterno!
.
Popolo
Viva in eterno!

(Un servo fa introdurre le due figlie della coppia reale, Meritaton e Maketaton, che vanno a sedersi ai piedi dei genitori).
.
Akhenaton
Mi siano condotti i servi del re,
i grandi di palazzo,
i capi dell’esercito di tutto il paese
e il mio popolo…
.
(Si avvicinano dal fondo del proscenio e si posizionano sulla gradinata, ad arco, attorno alla coppia reale che si trova in basso, vicino l’orchestra).
.
Akhenaton
Akhetaton l’ha desiderata Aton.
Bisogna costruirla come un monumento
che porti il suo nome fino all’eternità.
E’ stato Aton, il padre mio,
che ha indicato Akhetaton.
Non è stato un funzionario
o un uomo qualunque di questo Paese
a dire di costruire Akhetaton qui;
soltanto Aton, il padre mio
ha deciso di edificargli la sua città.
.
(I dignitari, i funzionari si inchinano davanti la coppia regale, mentre il popolo urla festante. Calmato l’entusiasmo, inizia l’Inno ad Aton).
.
Akhenaton
Ti levi bello all’orizzonte del cielo,
Aton vivente che hai iniziato la vita;
quando sorgi all’orizzonte orientale,
riempi ogni terra della tua bellezza,
sei bello, grande, splendente, alto su ogni terra.
I tuoi raggi circondano le terre fino al limite di tutto ciò che hai creato.
Sei Ra, e arrivi fino al loro limite,
li sottometti per il tuo amato figlio.
Sei lontano, ma i tuoi raggi sono sulla terra,
sei davanti agli uomini ma non si conosce la tua via.
Quando riposi nell’orizzonte occidentale,
la terrà è nell’oscurità come se fosse morta.
Gli uomini dormono nelle loro camere, con la testa coperta,
e un occhio non vede l’altro.
Potrebbero venir rubati i loro beni che sono sotto la loro testa,
ma non se ne accorgerebbero.
Tutti i leoni escono dalla loro tana,
tutti i serpenti mordono.
L’oscurità è per loro chiarore.
La terra è in silenzio,
mentre il loro creatore riposa nel suo orizzonte.
.
Nefertiti
All’alba, sorgi all’orizzonte
e risplendi come Aton durante il giorno:
scacci le tenebre e dai i tuoi raggi,
le due Terre sono in festa ogni giorno
sveglie e in piedi:
tu le hai fatte alzare;
lavano le loro membra, prendono le vesti,
le loro braccia sono alzate in adorazione del tuo sorgere.
La terra intera compie il suo lavoro.
Ogni animale è contento del suo pascolo,
alberi e cespugli verdeggiano,
gli uccelli volano dal loro nido,
con le loro ali alzate in adorazione del tuo ka.
Gli animali selvatici tutti saltano sui piedi,
quelli che volano e quelli che si posano
vivono quando sorgi per loro.
Le barche navigano secondo corrente o contro corrente,
perché ogni via è aperta quando sei sorto.
I pesci nel fiume guizzano davanti a te,
i tuoi raggi penetrano fino in fondo al mare.
.
Teje
Tu che produci l’ovulo nelle donne,
che crei il seme negli uomini,
che nutri il figlio nel grembo di sua madre
che lo calmi perché non pianga,
tu, nutrice anche nel grembo,
che dai l’aria per mantenere in vita tutto ciò che hai creato.
Quando discende dal grembo in terra, il giorno in cui è nato,
tu apri la sua bocca perché parli,
e provvedi ai suoi bisogni.
Quando il pulcino nell’uovo parla contro il guscio
Tu gli dai dentro dell’aria per farlo vivere.
Quando l’hai completato dentro l’uovo perché possa spezzarlo,
esce dall’uovo per parlare e completarsi
e cammina sui suoi piedi appena ne è uscito.
.
Ay e Horemheb
Come sono numerose le tue opere!
Sono nascoste alla vista degli uomini,
o dio unico, a cui nessuno è uguale.
Hai creato la terra secondo il tuo desiderio,
quando eri solo,
e gli uomini, e il bestiame, e ogni animale selvatico,
tutto ciò che è sulla terra, camminando sui suoi piedi,
e tutto ciò che è nel cielo, volando con le sue ali,
i paesi stranieri, la Siria e la Nubia, e il paese d’Egitto.
Tu hai messo ogni uomo al suoi posto,
provvedendo ciò che gli è necessario.
Ognuno ha il suo cibo ed è contata la durata della sua esistenza.
Le loro lingue sono differenti di idiomi,
e diversi sono anche i loro caratteri e la loro pelle,
giacché tu hai differenziato i popoli stranieri.
Hai creato un Nilo nell’aldilà
e lo conduci dove vuoi per far vivere la gente
al modo in cui l’hai creata per te.
.
Akhenaton, Neferiti, Teje, Ay, Horemheb
Tu signore di tutti loro,
che ti affatichi per loro,
signore di ogni paese,
che sorgi per loro,
Aton del giorno, grande di dignità.
.
Tre sacerdoti
Tutti i lontani paesi stranieri, tu crei ciò di cui vivono,
perché hai posto un Nilo nel cielo
che discende per loro e che fa onde sui monti come il mare,
per bagnare i loro campi nelle loro contrade.
.
Tre sacerdotesse
Come sono eccellenti i tuoi consigli, o signore dell’Eternità!
Il Nilo nel cielo è per i popolo stranieri,
e per gli animali di ogni deserto che camminano sui loro piedi:
mentre il Nilo vero viene dall’aldilà per l’Egitto.
.
Tutti
I tuoi raggi nutrono tutte le piante:
quando sorgi, vivono e crescono per te.
Tu fai le stagioni per far crescere tutto ciò che hai creato,
l’inverno per rinfrescarlo,
la calura perché ti gustino.
Hai fatto il cielo lontano per splendere in esso,
per vedere tutto ciò che hai creato,
tu solo,
splendente nella tua forma di Aton vivente,
che ti levi e splendi, allontanandoti e avvicinandoti.
Tu fai milioni di forme da te solo,
città, villaggi, campi, strade, fiumi,
ogni occhio ti vede davanti a sé,
perché sei l’Aton del giorno sopra la terra.
Quando sei andato via
e ogni occhio a cui hai creato la vista per non esser solo a vedere
[…]
ed è solo ciò che hai creato,
tu sei nel mio cuore.
Non c’è altri che ti conosca
eccetto tuo figlio Neferkheperura Uaenra
perché lo hai reso istruito dei tuoi consigli e della tua forza.
La terra esiste per tua mano,
come l’hai creata.
Quando sei sorto, essi vivono,
ma quando tramonti essi muoiono.
Sei la durata della vita,
perché si vive di te.
Gli occhi vedono la bellezza finché non tramonti,
ogni lavoro è deposto quando tramonti a occidente.
Ma quando ti levi, tutto è fatto prosperare per il re,
e agilità è in ogni gamba,
da quando hai fondata la terra.
Ti levi per tuo figlio
che è uscito dal tuo corpo, Akhenaton!
.
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III ATTO - "La Caduta"

Scena 1 - “Complotti all’ombra del Sole”
(Ay, Horemheb e il Sommo sacerdote di Amon si ritrovano in un luogo segreto per progettare il ritorno all’ordine e la destituzione del Faraone eretico).
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Ay
Nessuno avrebbe mai creduto, che dopo tali parole,
il Faraone sarebbe passato all’azione,
portando sconcerto e inattese reazioni in tutto il regno!
Anni difficili, di contrasti, incomprensioni, persecuzioni,
si sono succeduti sino ad oggi, mentre lui,
Akhenaton, ne rimaneva ignaro.
Per quanto buona sia stata la sua missione,
non potrà certo continuare a giovare al popolo,
soprattutto agli Dei Egizi incolleriti.
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Horemheb
Insofferenza serpeggia in tutto l’esercito,
l’impero che fu un tempo, oggi non esiste più.
La condotta del Faraone è stata iniqua,
del tutto incomprensibile ed assente,
arrivando a minare la struttura e la nostra solidità.
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Sommo sacerdote di Amon
Converrete con noi, sacerdoti di Amon,
che sia arrivato il momento di riportare
e ristabilire l’ordine perduto.
Urge un cambiamento radicale, come radicale
fu la sua decisione di annientare millenni di cultura religiosa
per un sogno, un utopia che si sta rivelando un atroce fallimento!
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Ay
Ma grande è ancora il suo potere,
seppure la sua salute sia fortemente provata.
L’aver portato al suo fianco persone influenti,
ha certo giovano alla nostra causa, ma il cambiamento
non sarà per niente indolore.
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Horemheb
Dovremmo esser cauti,
per noi non è arrivato ancora il momento.
Sicuramente, dopo la sua morte
spetterà a noi rifondare l’Egitto
e riportarlo ai fasti di un tempo.
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Sommo sacerdote di Amon
Ma nulla esclude che questo cambiamento
possa essere anticipato… il sovrano è malato,
e forse sarà necessario lenire le sue inutili sofferenze?!
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Ay
Io non ho ascoltato le tue parole,
anche se confesso, non resteranno come fumo al vento.
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Horemheb
Per quanto atroce, in tempi difficile
siamo costretti a decisioni ancor più tremende…
.
Sommo sacerdote di Amon
Con la benedizione di Amon
e il ringraziamento di tutti gli Dei,
una volta ritornati al posto millenario che a loro spetta,
non dovrete temere alcuna condanna eterna.
Il vostro viaggio nel regno dei morti,
sarà lautamente ricompensato!
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Ay
Chi gli succederà al trono?
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Horemheb
Tutankhaton… lui, gli succederà.
E’ troppo piccolo ancora per comprendere,
sarà una pedina, malleabile e manipolabile.
Sarà lui il nostro riscatto.
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Sommo sacerdote di Amon
Troppo piccolo per comprendere,
troppo immaturo per regnare.
Non si può certo dire, che il suo destino,
non sia ormai segnato! (ride sarcasticamente).
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Scena 2 - “Morte di un Dio”
(Morte di Akhenaton. Il Faraone è disteso nel suo letto regale. Sulla gradinata dietro a lui, come ombre sono presenti Nefertiti, Ay, Horemheb, Tutankhaton, sacerdoti, dignitari e il suo popolo).
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Akhenaton
Possa o tu, o Sole divino,
far vivere Akhenaton in eterno insieme a te,
esaudendo così il desiderio del tuo cuore,
e concedergli di contemplare la tua perfezione.
Donagli vita eterna.
Che tutto ciò che abbracci sia sotto i suoi piedi,
mentre egli fa l’offerta al tuo ka, lui,
il figlio che tu hai generato.
Il Sud e il Nord, l’Est e l’Ovest,
le isole del mare aperto gridano
di gioia per il tuo ka.
La frontiera meridionale
si spinge fon dove soffia il vento,
quella settentrionale
arriva sin dove brilla il Sole.
Tutto i principi sono annientati
dalla tua potenza, la perfetta potenza vitale
Che rende fiorenti le Due Terre
E crea di ciò di cui tutta la terra ha bisogno.
Che il re sia per sempre con te,
perché egli ama contemplarti.
[…]
Concedigli di compiere ciò che il tuo cuore desidera,
finché ci sarà sabbia sulla riva del fiume,
finché i pesci avranno squame e il bestiame il pelo.
Concedigli di rimanere qui, finché il cigno
non diventerà nero e il corvo bianco,
finché le montagne non si muoveranno
e l’acqua non risalirà verso la sorgente,
mentre io continuo a servire il dio perfetto,
fino al momento in cui egli mi indicherà
la tomba che mi ha riservato!
.
Tre sacerdoti e tre sacerdotesse
Respiro il dolce soffio
che esce dalla tua bocca
vedo la tua bellezza ogni giorno,
desidero udire la tua dolce voce
simile al vento del nord,
sentire le mie membra rinvigorite di vita
grazie a te.
Protendi verso di me le tue mani
Che racchiudono il tuo spirito,
che io possa riceverlo,
vivere grazie a lui.
Pronuncia il mio nome nell’eternità,
ed esso non perirà mai.
.
Akhenaton
Tutankhaton! Tutankhaton!
Tu, solo tu! Nuovo, unico Signore d’Egitto!
.
Tre sacerdoti e tre sacerdotesse
Ma poi distruggerò tutto ciò che ho creato.
La terra apparirà di nuovo come Nun,
come oceano, come nel principio.
Io sono quello che resterà,
insieme a Osiri,
dopo che io mi sarò trasformato
di nuovo in un serpente,
che nessuno conosce,
che nessun Dio vede.
.
Tutti
Com’è bello, quello che ho fatto a Osiri,
a differenza degli altri dei.
Io gli ho dato il deserto dell’aldilà,
e ho posto suo figlio Horo
come erede sul suo trono
nell’Isola della Fiamma.
Ho fatto il suo posto
sulla Barca dei Milioni,
e Horo rimane sul suo trono,
per compiere la sua opera.
.
“Visioni future” - Intermezzo scenico /musicale -
(Su di un grande schermo, posto in alto il palcoscenico, vengono proiettate una serie di immagini di storia: dall’Egitto si passa alle altre civiltà, l’ebraismo con il profeta Mosè sino all’avvento del Cristo, il medioevo e infine la storia occidentale contemporanea con l’Olocausto e il nucleare che emula la potenza del Sole).
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Scena 3 - “Tutankhamon”
(il Faraone bambino è in alto la gradinata, circondato dai suoi burattinai, Ay, Horemheb e il Sommo sacerdote di Amon e si immaginano, un giorno, nuovi signori d’Egitto).
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Ay, Horemheb e il Sommo Sacerdote di Amon
Egli ha restaurato i monumenti
che andavano in rovina,
fino ai confini dell’eternità.
Ha dato battaglia all’iniquità
in tutto il paese, sostituendola con la verità.
Ha fatto nascere il ribrezzo per la sua menzogna;
e il paese è com’era nell’antichità.
Ma Sua Maestà è salito al trono come re,
quando i tempi delle dee e degli dei
da Elefantina fino alle ramificazioni del delta
stavano per essere dimenticati
e i loro santuari cominciavano a svanire,
e i loro sacrari sembravano non essere mai esistiti,
e i loro edifici un sentiero.
Il paese si è ammalato e gli dei lo hanno trascurato.
Quando sono stati mandati i soldati in Siria
per ampliare i confini dell’Egitto
non hanno riportato alcun successo.
Quando si è pregato un dio
perché concedesse qualcosa, non è venuto;
e quando si è trattato di una dea, non è venuta.
Avevano il cuore debole e hanno cessato di creare.
.
Ay e Horemheb
I santuari degli dei
hanno conosciuto tempi orribili,
i loro cortili erano diventati strade
dove poteva passare chiunque.
Il paese era tormentato da flagelli
e gli dei venivano trascurati.
Il nuovo re, cercherà di portare
ciò che è utile al nuovo potere e ad Amon.
[…]
E dove egli non arriverà,
proseguirò io il suo lavoro,
riportando l’ordine e la legge!
.
Sommo sacerdote di Amon
Aumenterà tutti i tributi destinati ai templi;
raddoppierà, triplicherà e quadruplicherà l’argento,
l’oro, i lapislazzuli, il turchese e le pietre preziose
di ogni specie, la tela reale, la tela bianca,
la tela colorata, il vasellame, la resina
il grasso, l’incenso, la mirra, e tante buone cose
come queste e senza limiti.
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Epigolo - "Solitudine di una Dea"

(Nefertiti vive gli ultimi anni della sua esistenza, abbandonata ad Akhetaton, le fa visita il Sommo Sacerdote di Amon).
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Nefertiti
Una città… una città di fantasmi,
una città di morti!
Akhetaton, dove sono i tuo raggi solari?
Akhetaton, dove si trova la tua potenza?
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Sommo sacerdote di Amon
O regina dal volto chiaro,
gioiosamente ornata della doppia piuma,
sovrana della felicità,
dotata di tutte le virtù.
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Nefertiti
Queste parole… chi siete?
Tacete, ve ne prego,
mi trovo qui in esilio da anni,
chiedo solo di essere lasciata in pace.
Perché infierire così sul mio cuore straziato?
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Sommo sacerdote di Amon
La tua voce rallegra i cuori,
sei piena di grazie, grande nell’amore,
e i tuoi sentimenti danno gioia
al Signore dei Due Paesi…
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Nefertiti
Akhenaton… il mio Signore…
Ormai è tutto finito, nemmeno lui
è riuscito a cambiare
ciò che doveva essere cambiato.
Troppo tempo ormai è passato,
sono troppo stanca per ricordare…
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Sommo sacerdote di Amon
Sei la principessa ereditaria,
grande nei favori,
Signora della felicità.
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Nefertiti
Molti anni ho trascorso al suo fianco,
quando Aton era invincibile.
Le sue parole erano divine,
le mie azioni erano il suo strumento.
Abbiamo creato un nuovo popolo,
un nuovo Egitto.
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Sommo sacerdote di Amon
Risplendi nelle tue due piume,
con la tua voce rallegri coloro che ti ascoltano,
e incanti il cuore del re nel suo palazzo.
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Nefertiti
Tutto è stato vano,
tu orribile uomo, sacerdote indegno,
hai tramato nell’ombra,
e con te le persone di cui la coppia regale
si era sempre fidata, sin dall’inizio della riforma.
Traditori! Traditori!
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Sommo sacerdote di Amon
Soddisfatta di tutto ciò che si dice,
sei la Grande e amata sposa del re,
Signora dei Due Paesi.
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Nefertiti
Taci maledetto! Non sei degno
nemmeno di proferire parola.
Ti presenti qui a denigrarmi,
assassino di un sovrano,
assassino di un Dio,
assassino di un sogno!
La tua mano gronda di sangue!
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Sommo sacerdote di Amon
“Belle sono le bellezze di Aton”
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Nefertiti
Che Aton possa bruciarti,
e disperdere il tuo nome
tra le sabbie roventi del deserto.
[…] (appare sulla gradinata il popolo e tutti i protagonisti del dramma).
Tutankhaton! Tutankhaton!
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Sommo sacerdote di Amon
“La bella è arrivata”
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Nefertiti
Abbiate almeno pietà di lui,
è solamente un innocente.
La sua colpa è quello di essere
il figlio di un Dio caduto nell’oblio…
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Sommo sacerdote di Amon
Viva per sempre.
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Nefertiti
Ah…..
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Tutti e Sommo sacerdote di Amon
Tu conosci chi trasgredisce contro di te!
Guai a chi ti assale!
La tua città dura,
ma chi ti assale cade.
Maledizione su colui che trasgredisce contro di te in qualsiasi paese!
[…]
Il sole di colui che non ti riconosce,
tramonta, o Ammone,
ma per chi ti riconosce, esso risplende.
La corte di chi ti ha assalito è nell’oscurità,
ma tutta la terra è nella luce:
chi ti pone nel suo cuore, o Ammone,
il suo sole risplende!
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sabato 5 dicembre 2009

"Alien Symphony"


Sinfonia Digitale in 5 movimenti
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I movimento - (9.32) clicca qui
II movimento - (2.26) clicca qui
III movimento - (4.36) clicca qui
IV movimento - (3.20) clicca qui
V movimento - (9.19) clicca qui

"Alien Symphony" - I movimento